È successo che YY ha perso il lavoro.
Certo, in realtà lo aveva già perso dieci mesi fa, quando hanno cominciato a non pagare più gli stipendi. Adesso però sembra più vero.
In questo mese, e solo per questo mese, YY ha fatto un lavoro serale, che ha regalato a gemini, oltre a indimenticabili, faticosissime e per certi versi suggestive serate da sola coi nani, anche l'illusione di non essere ancora proprio proprio a terra.
Ma oggi il lavoro serale finisce, e da domani diventiamo ufficialmente una famiglia monoreddito.
Il monoreddito sarebbe il mio, e arriva da un preziosissimo, agognato, fantastico e momentaneamente inappropriato lavoro part time.
Da domani, nelle statistiche che popolano i giornali, quelli che parlano di disoccupazione e soglie di povertà e fallimenti e crisi, ci siamo anche noi.
E niente, ho un po' di mal di pancia e le spalle stanche.
E penso pure un'altra cosa: che se, nonostante questo, siamo preoccupati ma non (ancora?) disperati, è perché all'inizio della nostra vita insieme abbiamo avuto l'aiuto di genitori che hanno avuto a loro volta la possibilità di costruirsi piccoli risparmi.
Questa possibilità a noi la stanno negando.
I nostri figli dovranno cavarsela da soli.
