Lui è quello che qualche volta lo fa ancora.
Lui è quello che, il giorno del mio matrimonio, mi ha scritto una poesia che cominciava con “Mi mancherà” e finiva con “primo vagito”. E io ho fatto la dura come al solito e l'ho preso in giro, e poi quando nessuno guardava mi sono commossa.
Lui, quella notte che sono tornata a casa tardi, ha pianto abbracciandomi forte, mentre il suo schiaffo mi bruciava sulla guancia. E un’altra notte, tanti anni dopo, è corso da me per abbracciarmi ancora.
Lui è quello che non ha paura di niente: solo dei serpenti e di quando dovevo partorire i gemelli.
Lui ha quel carattere deciso e pragmatico che vorrei aver
ereditato insieme alla forma degli occhi e alla piega delle labbra. Lui ha quella curiosità verso le cose e quell’apertura
verso le persone che vorrei ereditassero i miei figli.
Lui è stato immensamente fiero di me, e aveva per me
traguardi ambiziosi. Non li ho raggiunti, e in cambio gli ho dato un lavoro
come baby sitter quasi a tempo pieno, che un po’ lo limita e un po’ lo riempie: di allegria, di futuro, di nuove soddisfazioni. Credo, spero.Il papà dei miei bambini questa mattina se li è visti arrivare per mano, in pigiama, per dirgli “Auguri papà”, “apuri” e “guri”: mi sembrano abbastanza.
Io, allora, gli auguri li faccio al mio, di papà,
anche se lui non potrà leggerli. Non sono ancora pronta ad aprirgli
(anche) questa parte di me.
2 commenti:
molto intenso questo post.
ah sono gemella, non di segno zodiacale.
Bellissimo Donatella!!!
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